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Colei che indossa un lungo abito bianco da sposa vaga,
si muove in un tetro, grigio e freddo castello.
La chiamano fantasma,
la chiamano maledetta,
le additano le peggiori accuse compiute in vita,
per giustificare quella purezza e quella bellezza mai svanita.
Eppure la fanciulla di bianco vestita vaga senza meta, quasi senza scopo.
Si affaccia alla finestra, nessuno sa che cosa il suo sguardo veda:
che forse cerchi il suo sposo?
Che forse cerchi il suo amore perduto?
O forse cerca qualcosa di più austero, qualcosa di vero.
Aspetta il momento giusto per tornare a casa,
per togliersi le vesti e non essere più sposa,
per togliersi il dolore che in abito bianco si è trasformato,
ed in anima pia, per camuffarsi, l’ha trasformata.
Alla fine cerca questo,
non un fantomatico scudiero,
non un amore perpetuo,
solo la pace di un sonno tranquillo
e non più il peso di essere sposa.